Pagliari e muri a secco, l'ingegno dell'uomo nel lavorare la pietra

I monumenti più importanti di Acquarica sono i muretti a secco e li pagliari, capolavori della gente semplice e dell'architettura locale e rurale. Lo sviluppo di queste costruzioni si deve soprattutto alla conformità del terreno roccioso dal quale, dopo una dura bonifica, si è ricavato il materiale per la costruzione.

Tecnica di costruzione dei muri

muro a secco di recinsione e suddivisione della proprietàMuro a secco di recinsione

La tecnica costruttiva è relativamente semplice: si costruisce la base composta da due file parallele di pietre grosse sulle quali si appoggeranno le altre, cercando di giustapporre le facce in modo da lasciare il minor spazio vuoto tra l'una e l'altra; gli interstizi vengono poi riempiti da materiale più fine. Raggiunta l'altezza desiderata, la copertura è generalmente effettuata con lastre di pietre poste di taglio. Infine si chiudono le eventuali fessure delle facciate inserendovi a forza schegge e scaglie di pietra.

La costruzione dei muri ha dato una svolta nel contesto sociale: ogni contadino definiva i confini della sua proprietà e ne controllava la gestione.

Tecnica di costruzione dei pagliari

Pietra di chiusura del tetto di un pagliaruParte superiore della copertura con indicatore di umidità

La tecnica costruttiva dei pagliari è più articolata e per questo questi monumento hanno un immenso valore.

Gli strati di pietre poggiano su uno strato anulare sottostante, restringendosi progressivamente di circonferenza fino a stabilire un'apertura minima dove poggia una pseudocupola a forma conica; le mura seguono l'andamento dell'arco a tutto sesto.

Bisogna ancora osservare che l'ingresso si basa sulla tecnica del triangolo di scarico: a volte composto da tre blocchi di roccia più o meno squadrata, due monoliti collocati in posizione verticale per gli stipiti, il terzo poggia orizzontalmente sopra i primi due aventi la funzione di architrave.

Un altro aspetto dell'ingresso riguarda la sua collocazione rispetto ai quattro punti cardinali: l'ingresso era rivolto sempre verso est o verso ovest per evitare i classici venti di questa zona, la tramontana e lo scirocco.

Per unire le varie pietre non si usava nessun cemento o malta, per fissarla bene una sull'altra si usava una pietra che aveva la funzione di martello. Infine attraverso una robusta cortina muraria si isolava l'interno della costruzione dalla variabilità termica esterna.

Solitamente si costruiva anche una scala a rampe, con dei pezzi di pietra squadrati e infissi nella parete, per mezzo della quale si accedeva sul ballatoio o terrazzo per la manutenzione. Venivano usati come magazzino e rifugio in caso di avversità atmosferiche.

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